Secondo me GiacomC, tu devi essere matto. Tu e quell’idiota incancrenito del tuo ragazzo LU. Ma come cazzo fai anche solo a pensare di amarlo? Solo un pusillanime poteva cascarci, giuro. Ma poi come cazzo ti permetti di dire in giro per un anno che mi ami e mi ami e mi ami e mi ami, poi tutto d’un tratto non ti fai vivo per una settimana e ti ritrovo innamorato di una budrega pelata e con manie di dominio totalitario? Ma come fai ad usare la parola amore? MA COME SI FA CHE LO CONOSCI DA UNA SETTIMANA?!? E sei anche convinto che lui ti ami a sua volta, tanto convinto che confidi anche a lui ogni mia perplessità sul suo comportamento. Senza contate che nemmeno prendi le mie difese quando si parla male di me. Vedrai che bella fine farai, GiacomC, vedrai. Io forse ero brusco, ma dicevo sempre il vero, ti piacesse o meno. Chissà che sorrisi e parole di burro ti riserverà. Proprio come fece con me, per poi sparire dicendo che non potevamo più vederci perchè non lo amavo a sufficienza. Povero, povero GiacomC. Lo sai che gli squali sorridono sempre? Prima e dopo i pasti.
Sconosciuto
•luglio 25, 2009 • Lascia un commentoSconosciuto.
Tre tavoli di troppo
ci separano,
i deserti arabici
o le vastità oceaniche.
Sette metri
e troppo silenzio.
E i miei occhi, e le tue labbra.
Alzi gli occhi,
mi fissi infastidito.
Mi stupisco
che la stessa natura
sappia creare
chi è come me
e chi come te.
Per Elisa
•luglio 25, 2009 • Lascia un commento
Tenevi/ tra le mani quei miei libri. / Li sfogliavi a caso/ camminando su di un cielo /di tende e tazze scordate. /Ti amavo così /incorniciata di casualità inattesa/ proprio quando il mezzogiorno ci cancellava. /Sul sogno di quei giorni/ del tuo infinito divano nero/ avrei bisogno di parlarti, chiedere/ i particolari che nascondi/ nei momenti di silenzio. /Non per amore, no. /Solo il ricordo di quando potevamo./
Ricordami
•aprile 21, 2009 • 2 commentiQuando passo di là,
vorrei chiederti di dirmi ciò
che ricordi meglio.
Quale pezzo, che particolare di me.
Resterei in quel buio, ad ascoltarti
mentre ti volti e rispondi.
Neppure nei sogni riesco a richiamare il tuo viso,
e come macchia cammina
nei luoghi che ci hanno visto.
La tua voce è dispersa dietro gli angoli,
non risuona dai ricordi, e mi sforzo
d’inventarla di nuovo.
E mentre ritorno, sempre più assente,
non riesco a credere
in quel che è rimasto
tu che sei morto, io che sono restato.
Piange il buio.
•marzo 31, 2009 • Lascia un commentoCome si può, figli miei,
nascondere le nostre lacune
incolmabili,
come addobbare i nostri difetti
e i nostri debiti?
Di fronte a tanta ingenua perfezione
Non so sollevare lo sguardo.
Come acqua lascio ogni stanza,
senza fare rumore, con un po’ d’umido
che non voglio sapere, non mi volto a guardare.
Come fate a non arrossire davanti ai vostri specchi,
a sentirvi superiori a qualcuno, a non strisciare,
a non cavarvi gli occhi davanti
al confronto?
Cambio lato del letto ma non dormo,
non è sonno.
E’ la finestra illuminata
sembra sospirare, l’avvento di un’agonia,
sospesa sulla campagna.
Propedeutica alla compassione, lesson#2
•febbraio 10, 2009 • Lascia un commentoMamma: Oggi, mentre ero in giro con il cane, due cagnini per strada lo hanno attaccato. Lui voleva difendersi, ma è caduto e non riusciva a rialzarsi. Mi ha fatto una pena incredibile. Nicola mi sei venuto in mente tu quando eri all’asilo; meno male che eri imponente, se no le avresti prese da tutti.
lessico famigliare
•gennaio 24, 2009 • Lascia un commentoBabbo: Tanto non ti credo più, ti sei giocato la fiducia mia e di tua madre per sempre. So che è brutto a dirsi, perchè in una famiglia si dovrebbe avere fiducia, purtroppo qui non è così. Te la sei giocata per sempre.
Propedeutica alla compassione (less.#1)
•gennaio 24, 2009 • Lascia un commentoBabbo: E’ morta la modella sudamericana a cui hanno amputato mani e gambe…
Mamma: E’ stata la sua fortuna.
Trucidasalomè
•gennaio 4, 2009 • Lascia un commento
Santa Maria della pietà,
schiantati nel marmo,
schienati nella polvere.
Ubriachi e Strafatti,
impregnati di fumo,
vestiti con l’ultima cosa
pulita,
a te gridiamo.
I nostri muscoli atrofizzati-
Gonfiali;
le rate sudate della palestra-
Abbuonacele;
senza spendere troppo in lampade-
Abbronzaci;
il portafoglio di Gucci-
Riempicelo;
il prezzo smodato della benzina-
Asciugalo;
quelli che scopano nei parcheggi-
Proteggili;
i nostri genitori frustrati-
Picchiali nel sonno;
le auto eleganti-
Falle esplodere;
gli Autogrill di notte, senza un rumore-
Santificali;
le discoteche tronfie-
Zittisci;
i nostri discorsi seri-
Zittisci;
quando lascio aperta la finestra prima di morire-
Ti prego entra;
le nostre lamentele insopportabili-
Zittisci;
le mie preghiere-
Taci.
Cioè si cade
•gennaio 4, 2009 • Lascia un commentoOgni stanza chiusa, dietro le ultime tende, tace.
precipitano le foglie
in tagli profondi. Il sangue sa persino di metallo.
Una luce sonnolenta impolvera le camere.
Restare qui, dietro al vetro, ad odiarti,
sarebbe dirti che ti cerco.
Mai saprai ciò che non ti lascerò sapere,
lo so, mi capirai.
Di queste guerre tu sei, siamo
esperti.
