Non so come accidenti fossi arrivato a quel punto. Si stava lì nell’ombra estiva del soggiorno in mutande e non si aspettava nient’altro che si facesse sera. Ogni tanto spostavo il ronzare delle mosche con qualche colpo secco, ma non era molto utile perché appena qualche secondo più tardi l’orbita tornavo ad essere comunque io. Finivo spesso il gin e l’acqua tonica era una delle poche cose che restavano dentro al frigorifero, con il pacco da sedici che si bagnava di neon ogni volta che ne che me ne facevo una. Quando il gin era finito mi mettevo le pianelle appena faceva buio e facevo un salto, vestito com’ero, fino al discount che stava dietro al mio quartiere. Camminavo lungo i marciapiedi e mi addentravo pesante nel parcheggio pieno di scatoloni e macchine vecchie. Una volta mandai affanculo una bambina nera che mi faceva la linguaccia dal finestrino, che si facesse inculare! Il gin sta con gli alcolici, vicino alla vodka, non mi serve un carrello, tengo le due bottiglie, le più economiche, in mano, una nella destra e una nella sinistra. Ridacchio tra me e me perché sembro un po’ Michelangelo delle tartarughe ninja, con i suoi due pugnali. Adesso quel cartone lo danno alle 10 del mattino e sono sveglio di solito, se non mi sono sbronzato troppo la sera prima, me lo guardo e mi piace Michelangelo che dice sempre “mondo pizza” invece odio Splinter, quel topo di fogna. Bleah!
Le chiavi sono sempre nascoste nel posacenere di fianco alla porta. E’ da quando vivo lì che ci stanno, e non ho la minima intenzione di spostarle. Se vogliono rubare, che entrino pure, e rùbino! Non c’è mica niente, sai da rubare. Se mi devono sfasciare una finestra, che poi devo ripagare io, è meglio che trovino subito le chiavi nella sabbietta del posacenere.
Qualche mese fa facevo l’idraulico, ho la cassetta degli attrezzi ancora sul tavolo del salotto, non si sa mai, che qualcuno chiami. Lavoravo con mio fratello, è andato sempre tutto bene, inutile dire “ci conoscevamo fin da piccoli”,una volta mi chiamano di notte, una signora aveva bisogno perché il tubo conduttore della doccia era scoppiato, mio fratello mi dice “ vai tu, che abita dietro casa tua!”. In realtà lo capivo che era con quella puttana slovacca che si scopa il venerdì quando sua moglie non c’è, io gli dissi che avevo un po’ bevuto, ma lui non sentì ragioni anche perché credo che non avesse nemmeno smesso di scoparla, la troia, mentre parlava al cellulare con me. Mise giù in fretta e furia. Inutile dire che feci un gran casino con quella signora settantenne, non solo la sua doccia non smise di fare acqua, ma inizio anche ad uscire un liquido color terriccio che straripava sul pavimento, finché non mi rassegnai e le chiesi se le andava una scopata, visto che non riuscivo a sistemare la doccia e che la chiamata notturna l’avrebbe comunque pagata.
Il pomeriggio seguente mio fratello mi chiamò tutto imbarazzato dicendo che c’era aria di crisi al lavoro, mi chiese se avevo presente quel ragazzo albanese che aveva in cantiere di licenziare, io sì cazzo che ce l’avevo presente, mi era sempre stato sui coglioni. Ecco, mi disse, sua moglie sta per avere un bambino, non posso licenziarlo ora, spero che mi capirai, etc etc. Alla fine mi disse, guarda per qualche tempo non avremo bisogno, puoi riposarti anche un po’, visto il caldo che fa.. Siccome ogni tanto vado a comprarmi il Gin, avevo paura che mi chiamasse quand’ero fuori, così mi ero comprato con gli ultimi soldi una bella segreteria telefonica, ma non chiamava mai nessuno, è inutile dirvelo, mai nessuno.
Adesso me ne sto qui, guardo la televisione mezzo sbronzo da mattina a sera, il gin tonic non manca, a volte mi grulla lo stomaco dalla fame, ma guardo il fondo del bicchiere del gin tonic che non lavo mai e lo riempio. Ogni tanto mi faccio una doccia, ma veloce per non sprecare acqua.
Una sera mi sono addormentato sul divano e suonano incessantemente alla porta. Mi sveglio, cazzo. La notte? Chi viene a rompere i coglioni di notte? Forse sono i ladri che non trovano la chiave.. poi mi accorgo che è la tv, dannata tv! Mi vien da ridere.. cerco di alzarmi, ma ho una fitta allo stomaco che mi ributta a sedere. Mi tengo ben saldo e finalmente mi alzo, ma cammino piegato in avanti. Un dolore indescrivibile, mi sembrava che dovesse uscire il mondo dalla mia bocca. Poi mi calmai, presi il bicchiere e bevvi il fondo. Stavo sudando freddo, Mi appoggiai al muro con entrambe le mani. Poi ci fu una musica fortissima che sembrava provenisse da tutte le parti, dalla cucina, dal bagno, dalle luci fuori dalle tapparelle abbassate.. una musica vecchia di quei film vecchi. Poi ci fu una voce e li crollai, sentii una spinta verso il basso, mi abbassai, mi sembrò di tornare bambino quando dovevo centrare il vasino rosso e i miei genitori facevano il tifo. Man mano che spingevo la voce si faceva più chiara. Ora lo sapevo, veniva dal mio interno; quando spinsi con tutte le mie forze la voce stava disse: “’ ‘nasera ‘nasera a tutti, Benvenuti a Porta a Porta”.